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Recensione
Sogni e delitti


Terzo film consecutivo girato a Londra dal genio newyorkese prima della sua prossima trasferta a Barcellona. Se il primo film del trittico, "Match Point", era costruito come una vera e propria tragedia mentre il secondo, "Scoop", era stato un ritorno alla commedia scanzonata, quest'ultimo lavoro inizia come una commedia ma prosegue con toni altamente drammatici. Il problema è che non riesce bene in entrambi gli obiettivi: la prima parte non fa ridere e la seconda non emoziona, non prende e non convince. I paralleli tra "Sogni e delitti" e "Match Point" sono evidentissimi, ma il confronto tra i due film non regge per l'infinita superiorità del secondo.
Tema centrale di entrambe le pellicole è il senso di colpa insieme al castigo. Mancante in un caso, presente in un altro. Il senso di colpa di cui si parla è quello di due fratelli, intorno alla trentina e ancora incerti sul proprio futuro. Il maggiore dei due lavora nel ristorante di famiglia e il suo mondo cambia quando incontra e si innamora di un'attrice di teatro. Il fratello più piccolo lavora invece come meccanico ed è un giocatore incallito. L'uno per soddisfare le sue ambizioni, l'altro per ripagare i debiti di gioco, sono costretti a chiedere un aiuto finanziario allo zio Howard, un ricco imprenditore con molti scheletri nell'armadio. Lo zio li accontenta, a patto che i due eseguano un delitto per suo conto.
Allen riprende in maniera decisa il tema dell'ambizione, così ben rappresentato attraverso il personaggio di Jonathan Rhys Meyers in "Match Point", e della malattia della nostra società. Per avere successo, bisogna compiere azioni orribili, sembra dire Allen. I riferimenti dostoevskiani si riflettono forti come non mai nel secondogenito, interpretato da Colin Farrell, divorato dal senso di colpa e dal rimorso. Il fratello maggiore è invece un esatto alter ego del personaggio di "Match Point", disposto a tutto pur di avere successo. Un film che vorrebbe quindi essere un paradigma della modernità, ma ci riesce solo raramente, in una storia e un finale di raro cinismo. L'impianto da tragedia classica non può salvare un film che fa, purtroppo, acqua quasi dappertutto. Non si discute la grandezza di uno dei più grandi Artisti del cinema, ma forse siamo di fronte a un momento di appannamento. Eppure Allen non si ferma e sforna un film all'anno, ma sembra che in tutti questi metri di pellicola stia perdendo se stesso. La sua voce sembra stanca: speriamo di tornare in futuro a risentirla limpida e illuminante come una volta.

(2008-01-30)


  

SCHEDA FILM


(Cassandra's Dream)
Stati Uniti/Gran Bretagna, 2007, 108', 2008-02-01
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  IL DVD CompraBUY
uscita 2008-10-22,
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