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Recensione
Leoni per agnelli


Tom Cruise, dopo essere stato licenziato dalla Paramount in seguito ai salti d'amore sul divano di Oprah Winfrey e al mezzo flop di "Mission Impossible III" (395 milioni di dollari in tutto il mondo, robetta per i suoi standard), si è imbarcato in un'avventura ancora più ambiziosa: assieme all'ex agente e ora socia in affari Paula Wagner si è impegnato a rilanciare la travagliata United Artists, oggi controllata della MGM, firmando un contratto per la produzione e l'interpretazione di alcuni film. Insomma ci ha messo la faccia.
"Leoni per agnelli" è la prima produzione Wagner-Cruise-UA, un affresco politico-militare-esistenziale sugli States attuali interpretato oltre che dallo stesso Cruise, da due mostri sacri come Meryl Streep e Robert Redford, il quale cura anche la regia.
La storia si svolge in real time, su tre fronti geografici ed umani diversi: in un ufficio del congresso, il senatore Irving (Tom Cruise) chiama una giornalista televisiva (Meryl Streep) per annunciare alla stampa una nuova strategia bellica in Afghanistan dell'esercito americano, impantanato nelle grotte dei talebani ormai da troppi anni.
In una università della West Coast, un professore di Scienze Politiche, un tempo idealista e sessantottino, si confronta con passione con uno dei suoi migliori studenti, estremamente capace ma svogliato negli studi.
Nelle stesse ore, in una località montuosa dell'Afghanistan due ex studenti di Redford, si sono arruolati come marine e si trovano a combattere e a vivere sulla propria pelle le contraddizioni della politica americana.
Il materiale narrativo è corposo e coraggioso. Redford, almeno nelle intenzioni, mira alto: impegno politico, sconfitta, morte, giornalismo, nazione, patria. Il film vuole essere una sorta di "Magnolia" post-11 settembre, con personaggi e situazioni legati dal flebile filo rosso della Storia, che talvolta avvolge "leoni" ma altre volte "agnelli".
Il film delude e per spiegarne le ragioni, basta dare un'occhiata al poster: tre personaggi intrappolati in una cornice, bidimensionali, e soprattutto senza profondità.
Lo script del film di Matthew Michael Carnahan, seppur con alcune frasi ad effetto, appare troppo prevedibile, con uno scontato "zapping" di luogo, situazioni e personaggi. Nella confezione della regia, Redford invece calca un po' troppo la mano sul pathos emozionale.
I tre attori si limitano a fare bene il loro lavoro, senza sbavature o colpi di classe.
Osare di più era una condizione necessaria con un tema del genere. E il pubblico in America non ha perdonato questa scelta, facendo incassare al film appena 15 milioni di dollari. Uno smacco per il vecchio Tom.

(2007-12-21)


  

SCHEDA FILM


(Lions for Lambs)
Stati Uniti, 2007, 91', 2007-12-21
  DETTAGLIO
 TRAMA
 CAST
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 SITO ORIGINALE
  IL DVD CompraBUY
Prod: MGM
Distr: 20th Century Fox Home Entertainment
uscita 2008-05-07,
Audio 5.1: Italiano, Inglese, Spagnolo
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Spagnolo, Polacco
Extra:
Commento del regista rRobert Redford
Making of
Dal copione allo schermo
La storia della United Artists
Trailer d'anteprima
Trailer cinematografico

Note: Confezione Amaray
dvd