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Recensione
La bussola d'oro


"La bussola d'oro", primo capitolo della trilogia fantasy "Queste oscure materie" di Philip Pullmann, era un titolo molto atteso per tante, forse troppe motivazioni. Da un punto di vista produttivo perché la New Line ha investito tutto su questo film, il suo destino stesso. Da un punto di vista narrativo perché la storia, molto originale ed interessante, si stacca dal genere fantasy vero e proprio (stile medievale tolkeniano) per approdare verso nuovi lidi spaziotemporali. Il risultato però non è dei più confortanti, né in un verso né nell'altro. La pellicola scritta e diretta da Chris Weitz non gode della stessa originalità ed intensità del romanzo, anzi al contrario è affetta da tagli, cambi di direzione e scelte quanto meno discutibili. La vera e unica protagonista è Lyra, un'orfana che vive in collegio insieme al suo "daimon", la raffigurazione fisica dell'anima sotto forma di animale (spunto interessante). Lyra scopre che nell'universo in cui vive esiste una particolare polvere misteriosa, ma bandita dal Magisterum perché considerata la fonte del peccato originale; inoltre, riceve in dono una bussola d'oro che permette di rispondere a qualunque quesito - mediante una visione - e di conoscere quindi la verità. L'oggetto è fonte di desiderio di molti come la glaciale Marisa Coulter, interpretata da Nicole Kidman sempre brava, ma non completamente a suo agio in un mondo fantasy come questo. La curiosità della bambina la porta fino all'estremo nord, in compagnia di un orso polare conosciuto in viaggio, e qua scopre perché i bambini del suo collegio improvvisamente erano scomparsi.
"La bussola d'oro" da un punto di vista visivo si può dire che è ben curato e gestito, anche se alcune sequenze - come lo scontro con gli orsi polari - risultano ancora troppo macchinosi e freddi. L'impronta che il regista ha voluto dare al film è sulla falsariga de "Il Signore degli Anelli", a partire proprio dal prologo introduttivo, ma anche durante lo svolgere della storia i rimandi sono tanti, forse troppi. Allo stesso tempo si può ritrovare l'atmosfera un po' sgangherata dei "Pirati dei Carabi" quando un manipolo di contrabbandieri aiutano Lyra nella sua missione. Il film di suo non gode però di una propria personalità e non permette allo spettatore di farsi coinvolgere: sia per l'atmosfera fantasy poco intrigante, sia per una storia troppo frammentata e con passaggi chiave poco chiari. La pellicola di Chris Weitz sembra aver subìto troppi cambi di direzione in fase di produzione e perciò, è proprio il caso di dirlo, il film è sprovvisto di una sua identità, un'anima.
Conseguenza quasi naturale di tutta quest'indecisione è aver creato una pellicola che non ha catturato l'interesse del pubblico e che è stata molto criticata dai lettori del romanzo per i troppi tagli. Al botteghino statunitense "La bussola d'oro" sta andando veramente male e anche nel resto del mondo il risultato non è dei più confortanti, al punto che forse non solo non si assisterà al seguito, ma il destino della New Line Cinema rischia di vacillare o addirittura di andare in fallimento poiché forse troppe speranze hanno riposto in questo film, e si sa che i miracoli come la trilogia jacksoniana capitano una volta sola. "La bussola d'oro" è un'occasione mancata.

(2007-12-20)


  

SCHEDA FILM


(The Golden Compass)
Stati Uniti, 2007, 113', 2007-12-14
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  IL DVD CompraBUY
uscita 2008-09-24,
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