Recensione
Lussuria
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A due anni dalla vittoria del Leone d'Oro ottenuta con "I segreti di Brokeback Mountain" Ang Lee bissa il successo al Festival del Cinema di Venezia con "Lussuria". La nuova regia di Ang Lee esplora ancora una volta il conflitto tra ragione e sentimento, con una storia ambientata ai tempi della seconda guerra mondiale. Siamo in Cina, nella Shanghai degli anni 40 occupata dall'esercito giapponese; protagonista è la giovane studentessa universitaria Wong Chia Chi, la quale entrando a far parte di una giovane compagnia teatrale conosce un gruppo di ragazzi desiderosi di aiutare in qualche modo la Resistenza cinese all'occupazione nemica. Il loro obiettivo è uccidere Yee, un potente e spietato collaborazionista. Proprio Wong Chia Chi ha il compito di introdursi nell'ambiente del signor Yee, diventando inizialmente amica di sua moglie e poi sua amante. Ma tra i due nasce qualcosa di vero, e se la ragione dice alla ragazza di agire fedelmente ai compagni della Resistenza, il suo cuore va in un'altra direzione.
Il regista de "La tigre e il dragone" torna a girare in Cina ma lo fa con un'estetica e uno stile fortemente occidentali. Occidentali come molti film a cui fa riferimento questa pellicola. Dalle proiezioni cinematografiche mostrate nelle sale del tempo di Shanghai e Hong Kong riguardanti film di Hitchcock e Capra, per arrivare a similitudini tematiche e narrative. Non può non risultare evidente la forte somiglianza del film di Lee con il "Black Book" di Verhoeven, tra l'altro passato lo scorso anno anch'esso a Venezia. Qui, come nel film olandese, una giovane ragazza si trova immersa in un clima di guerra, sempre durante il secondo conflitto mondiale, e si rende protagonista di una spy story. Se Carice Van Houten aveva il compito di sedurre un ufficiale delle SS nel film di Verhoeven, qui Joan Chen deve introdursi nell'ambiente collaborazionista giapponese. Entrambe le eroine sono guidate da un gruppo di compagni della Resistenza, olandese o cinese che sia, ed entrambe vivono una forte lotta tra ideali e sentimenti, dove sono questi ultimi a trionfare, anche se l'happy ending è precluso in tutti e due i casi. La giovane attrice Tang Wei debutta in un ruolo che la fa addirittura paragonare a Maria Schneider di "Ultimo tango a Parigi" per le numerose scene erotiche contenute nel film. Scene davvero molto forti e di passione violenta, come quella del primo incontro erotico tra i due protagonisti. Dicendo questo, non significa che il film di Lee sia una copia di quello di Verhoeven. Conservandone in buona parte la struttura narrativa principale si differenzia in modo sostanziale dal contorno e dall'atmosfera descritti. "Black Book" è principalmente un film di guerra mentre "Lussuria" un film di persone. Ma ciò nonostante l'interesse narrativo è lo stesso: mostrare un conflitto interno tra ragione e sentimento. E la scelta finale si innesta su una strada forse obbligata, quella del sentimento. Una strada obbligata dove la protagonista alla fine fa cedere i suoi ideali, come quasi sempre si tratta in questi film con la tematica della Resistenza.