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RECENSIONE DVD
Coup de torchon - Colpo di spugna
 (RaroVideo / 2007-06-06

Rifacendosi a una lunga tradizione che lega il cinema francese al giallo letterario americano Bernard Tavernier trasporta per lo schermo il romanzo noir "Pop. 1280" di Jim Thompson, spostando l'ambientazione dal sud degli Stati Uniti alle colonie francesi in Africa. Ne risulta uno dei film più intriganti e profondi di Tavernier. La storia è raccontata in controtempo sia nello stile che nel ritmo. Dal noir alla luce accecante dell'Africa sub-saharina, dai contrasti del bianco e nero a un colore soffuso quasi privo di contrasti. Dall'asciuttezza della scrittura di Thompson a un tono ironico-onirico con un Philippe Noiret in una delle migliroe interpretazione della sua vita. L'assassino piu' mite della stopria del cinema. Noiret è Lucien Cordet, l'unico responsabile della polizia nella piccola e pacifica cittadina di Boourkassa Oubargui. Cordet non ha molto lavoro di polizia ma la sua è una esistenza tormentata. Una coppia di contrabbandieri lo prende continuamente in giro scammbiando il carattere mite per stupidità. La moglie lo tradisce sotto i suoi occhi e Cordet crede in buona fede alla storia che l'uomo sia il fratello della moglie. Cerca di convincere senza successo il ricco della citta' a toglere le latrine da sotto il suo davanzale. La sua giovane amante (Isabelle Huppert) è continuamente picchiata dal marito.Cordier vorrebbe ribellarsi ma l'unica arma che conosce sono le parole continuamente derise. Stanco della situazione decide di chiedere aiuto al capo della polizia del distretto vicino che a sua volta lo prende in giro e gli suggerisce di rispondere in modo autoritario e violento. Da quel momento a Bourkassa comincia una serie di delitti impuniti. La vendetta di Corder non è solo una prova di forza, tutt'altro perche' uccide quasi nello stesso blando modo in cui parla e vive. Ma ora ha un piano contro tutte le ingiustizie. Un film spiazzante che sottente una straordinaria forza morale.

Video
Video leggermente soffice che va ad aumentare la voluta morbidezza delle luci.

Audio
Buono, un 2.0 gonfiato, corretto e pulito.

Extra
Da vedere l'intervista a Glenn, collaboratore abiutuale di Tavernier che spiega le diverse soluzioni tecniche tra cui quella fondamentale di esser un film interamente girato con la Stedycam
Interesante anche se un po' debordante l'intervista a Gosetti su Thompson e sul rapòporto tra noir americano e cinema francese.

Commento
Un film da vedere e una edizione da comprare, Un consiglio: non fidatevi dell'apparente morbidezza del film, sotto c'è una logica di ferro, destabilizzante e omicida.

Federico Passi (2007-08-01)